ATM e Pesca Subacquea
Pubblicato da Corrado Casu il 6 aprile 2014 -- Disordini Temporomandibolari
Nella pratica clinica sono sempre più frequenti i casi di disordini temporomandibolari che si manifestano nella sindrome che in Inghilterra prende il nome di “diver’s mouth syndrome”. Molti sportivi subacquei riferiscono mal di testa e dolore ai muscoli del viso a causa del ripetuto movimento dei mascellari necessario per tenere il boccaglio nella posizione corretta. Lo snorkel è generalmente costituito da silicone di consistenza dura, con dei bottoni che vengono tenuti tra i denti e che di solito non oltrepassano i canini, non permettendo in tal modo una corretta occlusione in senso anteroposteriore.
Lo splint agevola la compensazione
Nella pesca subacquea, le immersioni ripetute possono protrarsi per diverse ore; questa intensa attività può generare un iperlavoro dei muscoli masticatori che causa affaticamento muscolare, con una contrattura che spesso viene avvertita con un vero e proprio dolore a sede variabile, dal muscolo temporale al massetere: è una condizione che costringe l’apneista ad interrompere l’attività subacquea. L’ipertono muscolare che ne consegue può bloccare i muscoli peristafilini e creare una disfunzione tubotimpanica che si traduce in una compensazione deficitaria, con incapacità di equilibrare la pressione dell’orecchio medio con l’esterno, insorgenza di acufeni, dolore e senso di ovattamento dell’udito. La terapia in questi casi prevede sia un approccio farmacologico unitamente alla riabilitazione tubarica e a sedute di camera iperbarica, sia un approccio gnatologico con splint occlusali per ripristinare la corretta funzionalità dell’articolazione temporomandibolare e risolvere totalmente le difficoltà di compensazione dell’atleta.