ATM e Pesca Subacquea

Nella pratica clinica sono sempre più frequenti i casi di disordini temporomandibolari che si manifestano nella sindrome che in Inghilterra prende il nome di “diver’s mouth syndrome”. Molti sportivi subacquei riferiscono mal di testa e dolore ai muscoli del viso a causa del ripetuto movimento dei mascellari necessario per tenere il boccaglio nella posizione corretta. Lo snorkel è generalmente costituito da silicone di consistenza dura, con dei bottoni che vengono tenuti tra i denti e che di solito non oltrepassano i canini, non permettendo in tal modo una corretta occlusione in senso anteroposteriore.

Pescatore subacqueo in apnea

Lo splint agevola la compensazione

Nella pesca subacquea, le immersioni ripetute possono protrarsi per diverse ore; questa intensa attività può generare un iperlavoro dei muscoli masticatori che causa affaticamento muscolare, con una contrattura che spesso viene avvertita con un vero e proprio dolore a sede variabile, dal muscolo temporale al massetere: è una condizione che costringe l’apneista ad interrompere l’attività subacquea. L’ipertono muscolare che ne consegue può bloccare i muscoli peristafilini e creare una disfunzione tubotimpanica che si traduce in una compensazione deficitaria, con incapacità di equilibrare la pressione dell’orecchio medio con l’esterno, insorgenza di acufeni, dolore e senso di ovattamento dell’udito. La terapia in questi casi prevede sia un approccio farmacologico unitamente alla riabilitazione tubarica e a sedute di camera iperbarica, sia un approccio gnatologico con splint occlusali per ripristinare la corretta funzionalità dell’articolazione temporomandibolare e risolvere totalmente le difficoltà di compensazione dell’atleta.